barolo
IVREA
 
Colonia romana con il nome di Eporedia fondata nel 100 a.C., diventa ducato sotto i Longobardi e contea sotto i Franchi. Dall'888 è il centro della Marca d'Italia del Sacro Romano Impero.

Capitale del Regno d'Italia con il Marchese Arduino che assume il titolo di re il 15 febbraio del 1002. Dopo lunghe lotte prima con l'Imperatore Ottone III ed il vescovo Varmondo, poi con Enrico II, Arduino si ritira nel convento di Fruttuaria di San Benigno nei pressi di Ivrea, dove muore nel 1015. La città rimane prevalentemente sotto il dominio vescovile fino al XIII secolo.

Nel 1313 si sottomette ai Savoia. Napoleone la conquista nel 1800 e quattordici anni dopo torna definitivamente al Re di Sardegna.

Ivrea ha conservato nei secoli una notevole tradizione culturale. Fin dall'Impero romano Eporedia fiorì come centro di educazione della nobile gioventù romana impegnata ad esercitarsi nelle discipline equestri e nell'arte militare.
Le prime documentazioni sull'ordinamento scolastico di cui disponiamo risalgono all'825 d.C., anno in cui Ivrea, con altre città del Regno d'Italia, come Pavia, Torino, Cremona, Verona, Firenze, Vicenza, divenne sede di uno Studium, prima forma di Università italiana.

Vi si insegnavano grammatica, retorica, dialettica, aritmetica, geometria, musica e astronomia. Accanto allo Studium si sviluppò sul finire dell'anno 900 lo Scriptorium, frutto della cui attività furono gli antichi codici manoscritti tra il VII ed il XIV secolo raccolti presso la Biblioteca Capitolare di Ivrea.
Lo Studium e lo Scriptorium vissero i loro anni più fertili nel periodo ottoniano, sotto la direzione del vescovo Varmondo. Ne è testimonianza la produzione dei Codici varmondiani, veri capolavori di miniature ed illustrazioni.

Gli Statuti del Comune di Ivrea risalenti al XIV e XV secolo offrono un'interessante testimonianza a proposito dei diritti e doveri degli insegnanti nelle scuole di Ivrea.
Le scuole comunali vennero sostituite da quelle gestite da religiosi nel XVI secolo, a seguito delle deliberazioni del Concilio di Trento e alle difficoltà economiche in cui si trovavano le comunità locali a causa di guerre e carestie.

Oggi Ivrea, rinnovando la sua millenaria vocazione formativa e culturale, si appresta a diventare un'importante città universitaria con il corso di Scienze della Comunicazione che ha già sede nelle Officine H e con la trasformazione dei già esistenti Diplomi universitari del Politecnico e di Operatore della Pubblica Amministrazione in lauree triennali.


 
 
 
 
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