Di
notevole interesse naturalistico i parchi del basso
Piemonte in provincia di Asti, caratterizzati da un
andamento collinare tipico del paesaggio astigiano.
Questi i parchi in questione: il parco naturale di
Rocchetta Tanaro, le riserve naturali di Valle Andona,
Valle Botto, Valle Grande e Val Sarmassa.
Rocchetta
Tanaro (Parco naturale)
Il valore naturalistico del parco è rappresentato
dal bosco: un querceto misto in cui le specie dominanti
sono il rovere, la farnia e il cerro. La presenza
di quattro specie di Quercus, favorisce la formazione
di numerosi ibridi e di forme intermedie di difficile
assegnazione sistematica. Di una certa importanza
per le attività antropiche il castagno e la
robinia utilizzati come legna da ardere, ma un tempo
soprattutto per le palature delle vigne. La presenza
del faggio rappresenta un residuo delle faggete diffuse
su tutta la zona al termine dell'ultimo periodo glaciale.
Nel sottobosco si trovano il nocciolo, l'edera e il
caprifoglio.
Per quanto riguarda la fauna i mammiferi più
comuni sono lo scoiattolo, il moscardino, il riccio,
il tasso e la volpe. Tra gli uccelli sono da segnalare
il raro picchio rosso minore, il luì verde,
il rampichíno, le rumorose ghiandaie. Inoltre
c'è da rilevare la presenza del gambero di
fiume, ottimo indicatore ecologico.
- Informazioni: Parco Naturale Rocchetta
Tanaro, reg. Valbenenta, 12 - Rocchetta Tanaro (Asti);
tel. 0141 644714
Valle
Andona, Valle Botto e Valle Grande (Riserva
naturale speciale)
L'area protetta, costituita da due distinte valli,
in remotissime epoche geologiche sommerse dal mare,
è oggi costituita da un territorio collinare
in cui si inseguono, con ritmo discontinuo, vallate
boschive e selvagge. L'istituzione della Riserva ha
come scopo principale la salvaguardia del patrimonio
paleontologico rappresentato dai reperti fossili (conchiglie
e resti di animali marini e terrestri) presenti in
alcuni strati sedimentari affioranti lungo le pareti
delle vallate. Essi risalgono al periodo pliocenico
(5-1,8 milioni di anni fa) quando il mare occupava
tutta la Pianura Padana fino all'arco alpino.
La Riserva della Valle Andona e Valle Botto, ora ampliata
alla Valle Grande, offre anche spunto per interessanti
osservazioni naturalistiche. I pendii delle colline
un tempo coltivati prevalentemente a vigneto sono
ora coperti di boschi di robinie, carpini, farnie.
Nel sottobosco le specie dominanti sono il nocciolo,
la fusaggine, i caprifogli e la vitalba.
- Informazioni: Riserva Naturale Speciale Valle
Andona / Valle Botto / Valle Grande, loc. Valleandona,
12 - Asti; tel. 0141 295288
Val
Sarmassa (Riserva naturale speciale)
Tra scorci paesaggistici
di grande suggestione, colline coperte prevalentemente
da boschi si susseguono lasciando di tanto in tanto
spazio a prati, campi e vigneti. Un ambiente incontaminato
dove è possibile scoprire un ricco patrimonio
di specie floro-faunistiche.
Dal punto di vista geologico l'area si inserisce nel
Bacino Terziario Ligure Piemontese. Numerosi sono
gli affioramenti di sabbie e argille ricche di ritrovamenti
paleontologici: conchiglie, molluschi, resti di mammiferi
marini.
Agli aspetti naturalistici si affiancano le testimonianze
storiche e culturali di un territorio che ha origini
molto lontane nel tempo (già abitata dall'uomo
preistorico, popolata dalla tribù dei Sarmati
da cui deriva il nome della valle, in epoca medioevale
feudo degli Scarampi, degli Incisa e dei Crova). La
Val Sarmassa è stata fonte di ispirazione di
un grande giornalista e scrittore del dopoguerra,
Davide Lajolo, nativo di Vinchio, che ha cantato queste
terre in tanti suoi saggi e romanzi.
- Informazioni: Riserva Naturale Speciale
Val Sarmassa, piazza Vercelli, 1 - Vinchio (Asti);
t el. 0141 950237